FAQ

Brevetti e Marchi

Chi può depositare un marchio

 

Chiunque può depositare un marchio. Non è necessario avere la Partita IVA o essere titolare di un’impresa. La domanda di deposito di un marchio può essere presentata anche da una persona fisica che, se non desidera utilizzarlo direttamente, può concederlo in uso a terzi, in genere dietro pagamento di un corrispettivo. Si ricorda comunque che il mancato utilizzo del marchio, anche tramite la licenza d’uso, per un periodo ininterrotto di cinque anni è causa di decadenza.

Quando è possibile mettere la “R” di registrato?

Il cerchietto con la “R” di registrato si può mettere solo dopo che il Ministero dello Sviluppo Economico – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi ha rilasciato l’attestato di registrazione.

Il marchio registrato ha un valore economico?

 

Si, anche se non esistono norme di riferimento che fissino dei parametri per  determinare il valore di un marchio. Nel caso di cessione, saranno le parti ad attribuire un valore al marchio, anche avvalendosi di appositi studi professionali specializzati in materia, per esempio Mandatari autorizzati. Nel caso in cui il marchio appartenga ad una società il suo valore figurerà in bilancio tra i beni immateriali (marchi e brevetti).

In attesa dell’attestato di registrazione il marchio può essere copiato?

 

No, perché i diritti di utilizzo esclusivo del marchio e le relative tutele vengono conferite con la registrazione, ma hanno effetto dalla data del deposito.

In che modo si può impedire ad un’azienda di utilizzare un brevetto simile al proprio?

 

In primo luogo, una volta accertato che un’azienda stia effettivamente utilizzando un brevetto uguale o simile al proprio, è possibile mandare una lettera di diffida all’azienda, tramite un legale, se si riceve una risposta negativa si può iniziare un’azione giurisdizionale vera e propria.

In che modo si può impedire ad un’azienda di utilizzare un marchio simile al proprio?

 

In primo luogo, una volta accertato che un’azienda stia effettivamente utilizzando un marchio uguale o simile al proprio, per la stessa classe di prodotti o servizi, o per classi affini, è possibile mandare una lettera di diffida all’azienda, tramite un legale, se si riceve una risposta negativa si può iniziare un’azione giurisdizionale vera e propria.  

Come si procede alla registrazione di un marchio nazionale?

 

Attraverso il deposito della domanda alla Camera di Commercio che provvederà all’invio all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

Cosa si può fare se l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi non accoglie la domanda di invenzione?

 

La domanda di invenzione viene esaminata da esperti. Qualora la domanda risultasse incompleta o la descrizione non fosse sufficientemente chiara, il richiedente viene invitato ad integrare o modificare la documentazione, in un termine prestabilito.
Se tuttavia le integrazioni non fossero ritenute sufficienti a conferire alla domanda di invenzione i requisiti previsti dalla legge, in particolare se fosse priva di “attività inventiva” o se non fosse atta ad avere un’applicazione industriale, o se la descrizione dell’invenzione risultasse insufficiente, l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi comunica la reiezione della domanda all’interessato, il quale ha 30 giorni di tempo dalla data della comunicazione per fare ricorso alla Commissione Ricorsi, formulando per iscritto le proprie osservazioni.

Per depositare una domanda di invenzione è necessario costruire un prototipo per verificare se funziona?

 

La realizzazione di un prototipo non è richiesta ai fini del deposito della domanda di invenzione. La domanda prevede infatti la compilazione di appositi moduli e la redazione di una descrizione dell’invenzione, che deve essere comprensibile e dettagliata, in modo tale che una persona esperta del ramo possa essere in grado di realizzarla.

E’ obbligatorio depositare il marchio d’impresa?

 

No, non è obbligatorio, il marchio può essere utilizzato anche in assenza di registrazione. In questo caso si tratta di un marchio “di fatto”.